globe theatre studio

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il teatro racconta sempre qualcosa partendo da memorie del passato o da fatti moderni. Il racconto per noi non è mai indagine o denuncia ma un atto creativo di una realtà e di un mondo

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Abbiamo tanti difetti

Abbiamo tanti difetti, è innegabile. Ciononostante, spero che non ci vogliano negare lo spirito dissacratorio, parodistico e un po’ cialtrone in cui siamo maestri indiscussi. È la nostra storia. Abbiamo avuto Dante e Petrarca, le musiche di Verdi e i drammi di Pirandello, ma anche i commedianti straccioni, i buffoni i briganti e i gaglioffi. Saltimbanchi e giullari siamo stati; come ciarlatani volgari e arroganti siamo andati di paese in paese, di corte in corte, a raccontare storie e rappresentare farse. Noi siamo anche quello: fantasia, invenzione e finzione. Abbiamo avuto botteghe di straordinari artigiani, e la terra ci ha dato frutti di incomparabile qualità. Abbiamo prodotto arte e cultura, non orologi a cucù. Conosciamo benissimo, dunque, “la nobiltà morale degli uomini, le loro intrinseche qualità, la stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso”. Dicasi, tutto ciò, dignità. L’abbiamo insegnata agli altri, lo sappiamo benissimo e non credo che ce la faremo togliere tanto facilmente.

 

 

 

“In Italia, per trent’anni, sotto i Borgia ci furono guerre, terrore, omicidi e carneficine ma ne vennero fuori Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di democrazia e pace, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù.”

L’orologio a cucù, sembra che non sia un’invenzione svizzera come Orson Welles lasciava intendere in questa celebre battuta; però se ne vendono ancora e molti a quanto pare.
La battuta è di Orson Welles, grande attore, sceneggiatore e regista statunitense. La pronuncia nel film ‘Il terzo uomo’, Palma d’oro a Cannes nel 1949. È talmente memorabile che Welles, talvolta, è accreditato anche come sceneggiatore della pellicola per quanto vi abbia aggiunto quella sola battuta: il resto è frutto del soggetto e dei dialoghi del britannico Graham Greene.

Welles non ha del tutto torto: gli svizzeri di orologi a cucù ne hanno prodotti, e molti. Però non li hanno inventati, come – volontariamente o no – lascia intendere. L’orologio a pendolo con la caratteristica finestrella e il cuculo è un’invenzione tedesca: nasce nel Settecento nella Foresta nera.
Buono a sapersi.

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Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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