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Bonus cultura rivenduti online

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a metà prezzo i buoni da 500 euro per i 18enni

La denuncia arriva da Bari dopo la scoperta delle trattative su un gruppo Facebook dedicato al commercio e allo scambio di testi usati

Bonus cultura, ricordiamolo, è un’iniziativa a cura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri dedicato a promuovere la cultura. Il programma, destinato a chi compie diciotto anni nel 2016, permette loro di ottenere 500€ da spendere in cinema, concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza. I ragazzi hanno tempo fino al 31 gennaio 2017 per registrarsi al Bonus Cultura e fino al 31 dicembre 2017 per spendere il bonus.

L’ipocrisia non ha confini, e non c’è nulla in questa affermazione di particolarmente significativo e originale. In un paese in cui la cultura è rinchiusa negli scantinati, i decisori politici hanno una vaga coscienza delle nostre risorse reali, e di quali interventi sono ritenuti necessari e urgenti? Un paese in cui i signori si ostinano a non destinare risorse sufficienti alla cultura al fine di investire su giovani capaci e meritori, nonché sulle necessità strutturali e strumentali. Ne possiamo parlare?

Siamo un paese traboccante di cultura, tutti ne parlano, ma non siamo riusciti a trattarla con orgoglio a cominciare dalle grandi istituzioni. E non parliamo della ridicola scuola. Eh sì, forse prima di dare soldi a fondo perduto, bisognerebbe educare i ragazzi alla lettura e al senso civico. O no? Ora, le lamentazioni riguardo a un giovincello sciocco che vende nella piazza virtuale il suo bonus, fanno scandalo.

 “A chi è interessato vendo buoni rimanenti del Bonus Renzi a metà prezzo, per l’acquisto di libri sui siti Mondadori, Feltrinelli, Libraccio e Amazon”, scrive il tipo su un gruppo Facebook dedicato al commercio e allo scambio di testi usati.

E’ una truffa ai danni dello Stato, urlano inorriditi. Perché? Volete forse dire che nessuno immaginava che fra i tanti ragazzi intelligenti e capaci, ci sarebbero stati vari giovanotti che con quel bonus avrebbero comprato libri per rivenderli a metà prezzo? Non sarete mica sorpresi nel sapere che c’è gente che semplicemente non legge, nemmeno le previsioni del tempo o la lista della spesa, e non sono i ragazzi ma gli adulti e i vaccinati. Non vi dice niente l’analfabetismo funzionale di cui parlava il Prof. Tullio de Mauro, linguista italiano, prima della sua recente scomparsa?

Sono loro la vergogna d’Italia? Questi dovrebbero essere il simbolo di quanto siamo caduti in basso? Ipocriti e stupidi. Considerate i 500 euro come un investimento nel loro futuro? Se questo lo chiamate “investimento” allora vergognatevi voi.

Non leggono perché non sanno leggere e non sanno scrivere, e quando leggono non capiscono quello che leggono (remember Prof. De Mauro?). Nessuno gli ha insegnato a farlo. In compenso qualcuno ha pensato bene di aprire sale giochi e scommesse molto vicino alle scuole, proprio lì dietro l’angolo in modo da rendere più facile l’accesso. Una scommessina si può fare anche da minorenni, occultando l’età grazie a gestori compiacenti. Oppure on line con un semplice smartphone, dove tale compiacenza è spesso una vera presa in giro grazie all’ipocrita legalizzazione virtuale/formale di richiesta del consenso “da maggiorenne”. Nessuno ricorda Pinocchio, che diede il suo abecedario in cambio di un ingresso nel mondo magico di Mangiafuoco. Anche lui ha avuto bisogno della fata turchina, per tirarsi fuori dai guai. Voi gli avete dato l’inferno, altro che Mangiafuoco, e nessun aiuto. No, non è la solita e indistinta colpa della “società”, né di una “sociologia speciale” dedicata esclusivamente ai giovani, per quanto… la specificità della questione impone, di occuparsi di “cosucce”, quali, la socializzazione, la famiglia, l’educazione, il lavoro, la cultura, e poi ancora, religione, politica, lavoro, politiche sociali. Qualcuno lo ha fatto, se ne è occupato? Non direi. Un sistema volutamente e scientemente creato sta oscurando la personale capacità di intendere e di volere.

Aggiornamento

Il fallimento del Bonus Cultura: i diciottenni hanno speso il 6,3% dei soldi stanziati

Il fallimento del Bonus Cultura. E’ stato un fiasco, diciamolo chiaramente. Che pena mio Dio. Questi governi che si susseguono l’uno dopo l’altro senza il minimo intervento di quei simpatici tipi che chiamano elettori, che cialtroni. Per settimane e mesi hanno blaterato, promettendo soldi ai neo-diciottenni per la loro crescita culturale, oggi il provvedimento è in pratica sparito. Qualche maggiorenne fresco di compleanno ha sfidato il farraginoso meccanismo burocratico studiato per permettere loro di ottenere gli agognati 500 euro governativi. E vai, prima l’attribuzione dell’identità digitale con l’iscrizione al portale. Poi, la ricerca affannosa di enti culturali e punti vendita che, nel proprio comune, avesse aderito all’iniziativa. Un utile allenamento per prepararsi all’impatto con l’italica burocrazia. Il governo è stato costretto a prolungare la scadenza dei termini di iscrizione – inizialmente prevista per il 30 gennaio scorso – fino al 30 giugno 2017 nella speranza di far decollare l’iniziativa, in realtà per coprire la figura penosa di merda che hanno fatto. Al 17 gennaio scorso, in teoria ad appena due settimane dal precedente termine per iscriversi, i diciottenni erano riusciti a spendere appena il 6,3% di quanto stanziato.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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