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Il congiuntivo scompare ma non è un dramma

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In inglese, spagnolo e  francese il congiuntivo non c’è più. Diciamo che l’alternanza segna una differenza di stile non di correttezza

di Marta Proietti

Eccolo li, anche il congiuntivo scompare…

Francesco Sabatini, linguista e filosofo, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, scioglie i dubbi sull’uso del congiuntivo. Nel suo nuovo libro “Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso”, edito da Mondadori, ricostruisce il processo di acquisizione linguistica dal momento in cui nasciamo e che ci accompagna durante la crescita, come spiega il Corriere della Sera.

Come si accenna già nel titolo, le direttrici sono appunto grammatica, storia e buon uso della lingua. E proprio sul “buon uso” il presidente della Crusca ha materiale su cui spendersi, per la sorpresa degli italiani più puntigliosi. Ci sono quattro psicodrammi del parlante italiano: “Casi che infiammano gli animi e che a molti tolgono il sonno”, li definisce Sabatini. Quali sono? L’eterna questione del congiuntivo, difeso con appelli e impegnate campagne di salvaguardia. Ebbene, il presidente onorario della Crusca invita a una “minore schizzinosità”. E ancora: “È la tendenza del parlato: non facciamone un dramma. In inglese, in spagnolo e in francese il congiuntivo non c’è più. Diciamo che l’alternanza segna una differenza di stile non di correttezza”. Sabatini aggiunge: “La storia della lingua aiuta a capire perché certe abitudini, che a orecchio ci appaiono errate, errate non sono. Dunque, rilassiamoci, almeno nelle situazioni informali”.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/accademia­crusca­congiuntivo­scompare­non­dramma­1341414.html

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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