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COVID-19. Ancora, basta!

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Covid-19, il teatro dopo. Come sarà? Una domanda che comincia ad annoiare in modo indescrivibile, così come si può annoiare una bellissima donna la prima volta che la vedi.

Già perché, non so se lo sapete, ma il modo migliore per tediare una donna è farle una piccola e semplice domanda (magari sul COVID-19, sarebbe la fine) a cui quasi sicuramente seguirà una seconda e una terza.

Se poi la si fa con quella sicumera che nega l’evidenza, quell’atteggiamento sussiegoso e presuntuoso allo stesso tempo è il modo migliore per stancarla e perderla definitivamente.

No, non farla ridere, emozionare, non avere un buona proprietà di linguaggio, ci mancherebbe; non cercare di dare una immagine di se bella e interessante e magari con una buona conversazione conquistarla o quantomeno rendersi attraenti. Niente di tutto questo.

Eccovi un articolo trovato in rete dove si dice che il teatro “sarà vivo e sorprendente in rete, con attori e pubblico che assieme sperimentano un nuovo modo di recitare e partecipare”.
Niente di interessante naturalmente, ma visti i tempi… come si dice… il convento è questo che passa. Restate a casa.

Non sarà un virus a uccidere il teatro, ci sono state pestilenze ben più terribili attraverso le quali è passato e uscito indenne, ma questi si…, hanno il potere di distruggerlo.

COVID-19, mio Dio, come sarà….dopo?

http://imagazine.it/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli/8077

Come sarà il teatro dopo il Covid-19? Sarà vivo e sorprendente in rete, con attori e pubblico che assieme sperimentano un nuovo modo di recitare e partecipare.
Una prima sperimentazione in questo senso la propone “A teatro! A teatro!”, cartellone di quattro serate di dialogo tra altrettanti artisti importanti del panorama nazionale e un gruppo scelto di spettatori, collegati in diretta in rete sulla piattaforma Zoom.

Un progetto che nasce a Brescia ma al quale partecipano in streaming anche spettatori dal Friuli Venezia Giulia e dalla Slovenia. Ideatore è Claudio Simeone, organizzatore di rassegne teatrali connotate da spirito pionieristico e di sperimentazione. Dopo i primi due spettacoli con Andrea Cosentino e Arianna Scommegna, l’11 maggio sarà in scena Ascanio Celestini, mentre il 18 toccherà a Eugenio Allegri concludere il ciclo. Il sipario si apre alle 21, come nella miglior tradizione.

In programma monologhi centrati su riflessione e interrogativi sui tempi che viviamo, intervallati da brani di repertorio. Collegato in diretta in dialogo hic e nunc dagli schermi dei propri pc, smartphone o altro strumento, il pubblico segue, vede e viene visto dall’attore/attrice. Ma non finisce qui: quando cala il sipario, il teatro si trasforma in salotto e si inizia a dialogare, a scambiarsi opinioni, emozioni, sensazioni.

“Lo spunto per il titolo della rassegna, realizzata in collaborazione con l’associazione Cicogne Teatro, viene da Cechov. A Mosca! A Mosca!, si augura Irina – spiega Claudio Simeone – agognando di rompere così la monotonia triste della sua vita in campagna. Così noi percorriamo nuove vie per scrollarci dalla necessaria clausura da virus con A teatro! A teatro! Stiamo vivendo una situazione mai pensata prima, che ci obbligherà ancora per molto a una distanza tra noi e gli altri. La nostra vita cambia e si cercano possibilità nuove di comunicare, e così il mondo dello spettacolo si attrezza cercando nuove possibili interazioni ma anche mettendo a disposizione in streaming registrazioni di repertorio o contributi appositamente realizzati”.

Ottimo il riscontro del pubblico che assiste a titolo gratuito: spettatori provenienti da diverse regioni italiane, da Milano a Napoli, da Brescia a Gorizia, e anche dalla Slovenia. In tutto una cinquantina a condividere l’emozione della prima volta con l’attore Andrea Cosentino, mettendosi in gioco nello scambio di opinioni e emozioni. La serata si è conclusa con un partecipato brindisi al nuovo che avanza, portato dalla cultura.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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