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Disegni di un comico, progettati per durare

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C’è sempre spazio per la commedia

Il comico è straripato, non da oggi, è aumentato notevolmente di livello, ha superato gli argini che lo contenevano ed è passato sopra la cresta di ognuno di noi.

La commedia, come forma d’arte, è stata spesso (lo è tuttora) trattata come qualcosa “di meno” dal mondo teatrale. E’ bella e divertente, certo, ma “vera arte” può esserlo solo un buon dramma, quello capace di occuparsi di temi contemporanei, pronto a gettarsi in un rapporto familiare che funge da microcosmo contemporaneo per una tensione sociale più grande o problema più importante. Nei sistemi subatomici casalinghi, a volte, i drammi si presentano in modo brillante ma con lo stesso intento.

Comico, si dirà, vuole intrattenere, non sfidare. Il problema è che questo punto di vista arcaico non si applica alla commedia nella sua forma moderna. E’ stato ampiamente dimostrato che l’umorismo tradizionale può essere socialmente consapevole, sorprendentemente onesto ed efficacemente introspettivo. Eppure, opere che sfidano le aspettative del teatro di ciò che un comico può essere, che fornisce adeguata satira sociale o che si tiene in veri e reali dilemmi umani (o entrambi) – sono considerate eccezioni, piuttosto che ricercate come regola. In realtà, il grande umorismo, proprio come il grande teatro, è fatto di persone reali, e ci dà la possibilità di tenere uno specchio di fronte a noi e darci speranza. C’è un’ignoranza apparente alla comprensione che il comico è di per sé un mestiere che può essere insegnato accanto al teatro tradizionale.

La commedia è questione di tempi, di caratteri e motivazioni, ma anche chiara comprensione del costrutto contestuale della scena. La creazione di una grande e coinvolgente rappresentazione comica ha bisogno di una straordinaria intelligenza di tipo drammaturgico. Il vero problema per uno scrittore è solitamente di natura stilistica, cioè come rendere avvincente la storia e non quale storia raccontare. Questo, molto spesso, viene dimenticato. Perché? Gli elementi chiave di una storia possono essere facilmente creati, seguendo un ragionevole schema di lavoro, ma la differenza tra una storia noiosa e una avvincente è data dalla capacità formale di renderla interessante. La stessa storia può essere trattata in modo diverso, ovvio.

Dire che la commedia tratta solo di scherzi è come dire che la tragedia è solo di qualcuno che muore alla fine.

I principi del comico sono raramente, se non mai, insegnati a studenti aspiranti autori che imparano la struttura dell’arte drammatica, il che significa che drammaturghi che desiderano avventurarsi nel regno della commedia sono spesso lasciati senza la conoscenza del perché le cose sono divertenti, costringendoli a fare affidamento sulla creazione di punti della trama che sembrano divertenti, piuttosto che permettere all’’umorismo di fluire naturalmente dalla realtà. Il teatro italiano, da questo punto di vista, non è particolarmente vivace e nuove e interessanti voci non se ne vedono molte. E’ indubbio, che la commedia nella sua forma moderna, meriti un posto più sostanziale nel panorama teatrale moderno, e che forse un cambiamento di atteggiamento è opportuno da entrambe le parti in grado di colmare il divario tra i due mondi. Forse, possiamo vedere la possibilità di sviluppo del potenziale di una commedia apparentemente leggera per essere più di una semplice frivolezza. Forse, una satira pungente potrebbe utilizzare il tocco di un drammaturgo, per aiutare il messaggio e renderlo in uno spirito più a tutto tondo. E forse, professionisti del teatro possono imparare dal modo in cui la commedia si è reinventata per utilizzarla a migliorare la diversità artistica del nostro tempo, raggiungere nuovi pubblici, e sostenere il loro prodotto per gli anni a venire.

Molti giovani scrittori temono il teatro. Esso è un mondo che li spingerà ad essere scrittori migliori e pensatori più critici, in una voce che non sapevano di avere. E, se non altro, ne vale la pena solo per sentire quel teatro pieno di risate. Un teatro fatto da attori comici, non battutari professionisti.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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