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I bambini scoreggioni

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TFM hai tutta la mia solidarietà

I bambini scoreggioni. Quando ho letto questa cosa mi sono ucciso dalle risate. TFM è sceneggiatore, blogger da seguire, dove si ride fino alle lacrime, o si piange fino alle lacrime e chi invece dice “sei un valore aggiunto”. Un po’ come quando vai dal salumiere e gli chiedi un etto di bresaola, lui affetta un etto e mezzo e dice: “Che fa, lascio?”. Tuttofamedia.com

Dunque TFM ci racconta che:

Quando cresci a Palermo c’è solo una cosa che ti insegnano: non scassare la minchia al prossimo tuo che così campi cent’anni.

Con questo saldo precetto nella mente e nel cuore la mia vita scivola da sempre abbastanza tranquilla. Tranne quando la minchia la scassano a me. Che io dico: ma se io non ti scasso la minchia perché tu invece me la devi scassare rimanendo per giunta impunito?

Che è quello che mi domando quando in giro ci sono dei bambini piccoli.

Allora. C’è questa credenza diffusa – che noi adesso sfateremo immantinente e per sempre – che i bambini possano fare tutto, tanto – tautologicamente – sono bambini: uh che belli i bambini!

NO! I bambini sono degli esseri umani? Benissimo. In quanto tali non devono scassarmi la minchia. MAI. Per il semplice fatto che io non la scasso né a loro nè ai loro genitori. Altrimenti li tratto da animaletti. Vogliamo scendere a questo grado di abbrutimento? No? Benissimo, cari genitori: statevinne a casa vostra! Avete questo inspiegabile bisogno di contribuire al sovrappopolamento della specie? Benissimo, assumetevene le responsabilità. Ve lo chiede il resto dell’umanità, quella che se ne sta, per esempio, buona buona, seduta al proprio posto sull’aereo e vorrebbe solo – che ne so – leggere un libro, o dormire.

Cito l’aereo perché è un luogo chiuso da cui non si può scappare, in cui quindi la violenza BAMBINA si manifesta in tutto il suo nocumento.

L’aereo inoltre conferma l’assoluta malafede dei suddetti genitori: quale insopprimibile esigenza spinge un bambino UNENNE a dover prendere un aereo? Nessuna. Rimane solo l’egoismo e l’incapacità dei genitori a rendersi conto che i bambini sono complicati e se li metti al mondo questo non vuol dire che poi puoi impestarlo come cazzo ti pare, questo mondo. Anche perché è risaputo che gli UNENNI non sono stati programmati per prendere gli aerei in tranquillità e quindi torniamo al punto di partenza, cioè che scassano la minchia al prossimo tuo. Che sono io.

Aneddoto? Aneddoto.

Qualche giorno fa ho preso un aereo. Niente io mi stavo facendo i miei beatissimi cazzi leggendo l’inutile e patinata rivista dell’aereo, quando davanti a me si vengono a sedere una mamma, un papà e una BAMBINA UNENNE. Tutti belli, simpatici, divertenti: sorrisi, canzoni e scassamento di minchia all’orizzonte. Anche perché, tempo due minuti e bambina unenne è in piedi sul sedile che mi fissa. Ciao, mi fa. Ciao ciao bambina, dico a denti stretti. I genitori ridono (saranno felici che lo sviluppo relazionale procede bene, ma io a mia figlia la confidenza agli sconosciuti non gliela faccio dare, anche se lo sconosciuto sono io). Insomma siam pronti al decollo. Manco il tempo di accendere il motore che, pavlovianamente, scopriamo la verità: il gran concerto di PIANTI ad altezze acustiche inimmaginabili rivela la presenza di almeno dieci bambini UNENNI, di cui due nel raggio di competenza della bambina di cui sopra. Dramma. Poi l’aereo si stabilizza, gli unenni si calmano, e la bambina torna a rifissarmi. Io la ignoro. Lei, per attirare la mia attenzione fa quello che normalmente fanno certi LAMA: mi sputa addosso. La mamma è il papà scoppiano a ridere: AHAH che carina! La bambina! Poi passano le hostess con le cose da mangiare. La bambina mangia. Tempo due minuti, un gran tanfo di merda nell’aria. LA BAMBINA HA SCOREGGIATO. AHAH! Che carina la bambina! Chiudo gli occhi, resisto, penso che manca poco. Ma ancora non ho visto nulla. Che infatti mi ero appisolato. Mi sveglio che la mamma e il papà ridono: AHAH! Che carina la bambina! La mamma mi chiede scusa AHAH la bambina! Io ci ho la cispa negli occhi, non capisco: ma scusa di che? Mi guardo i pantaloni: la bambina mi ha appena vomitato sui pantaloni. Ora. IO SPUTO, SCOREGGIO, VOMITO addosso alle persone? No. Se lo faccio mi trattano da subumano. E allora questi bambini scoreggioni? Come li vogliamo chiamare e di conseguenza trattare? Qui urge una soluzione. Ma siccome all’orizzonte non c’è, io propongo di istituire “gli aerei dedicati ai bambini scoreggioni”. Cioè tu genitore hai questi figli unenni e DEVI per forza viaggiare sennò muori? Benissimo, spendi un poco di più e prendi un aereo della Scoreggia Bimbi Airlines, dove troverai altri genitori e altri unenni che svomitazzano e sputazzano tra di loro e piangono e urlano e voi tutti assieme alla gente della vostra razza potrete esclamare: AHAH che carini i bambini!

http://tuttofamedia.com/2010/07/le-grandi-polemiche-di-tfm-ai-bambini-e-concesso-tutto

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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