Il teatro è libertà

Il teatro è libertà. La libertà dell’arte, dell’artista. “Libertà va cercando, ch’è sì cara, Come sa chi per lei vita rifiuta (Dante)”. Il teatro è libertà, che si oppone a schiavitù e tirannia. Essere, vivere, volere… Il teatro è libertà.

Lo è veramente? Ma cos’è il teatro esattamente, perchè lo si fa, che significato può avere? Significato che comprende in sé, l’amare il teatro, il farlo concretamente, semplicemente seguirlo e vederlo, oppure farne oggetto di studio.

Peter Brook diceva che “l’atto teatrale è un lasciarsi andare, un rinnovarsi, un purificarsi sia per l’attore che per il pubblico… un’esperienza liberatoria…”

Quante volte lo abbiamo sentito. Non c’è, in questo paese, laboratorio teatrale, da Caltanissetta a Bolzano, in cui non viene narrato come una grandiosa avventura, un viaggio fantastico: “presto… perché i corsi stanno per cominciare… non indugiate…iscrivetevi oggi, subito… perché qualcosa di meraviglioso accadrà, uscite dalle vostre consuetudini ed entrate nel regno delle emozioni… il teatro rappresenta una delle forme più efficaci di comunicazione (e lo è veramente).

E poi…. la “catarsi” delle tensioni, dei blocchi, del disagio… uno spazio ampio e libero (libero)… Il teatro è libertà… giochi di animazione ed esercizi di espressione (verbale e non verbale), di coordinazione ed equilibrio, di fiducia, di rispetto e conoscenza. Si lavora con filastrocche, poesie, canti, piccole storie tratte dai libri e/o inventate.

La via verso il benessere che utilizza il gioco e il mettersi in gioco.

Il teatro, con i suoi obiettivi educativi legati al miglioramento della propria abilità comunicativa ed espressiva.

Costruite storie e imparate a raccontarvi, lasciatevi guidare dalle emozioni e dalla musica e condividere sentimenti e valori, migliorate le vostre capacità di gestire e superare situazioni di stress, migliorate la vostra autostima e la consapevolezza del vostro sé.

Non è così? Certo che lo è! Bellissimo il teatro!!!

La socialità poi… oh… la socialità… che cosa saremmo senza quella coscienza dei diritti e dei doveri che tale condizione comporta.

Per non parlare di artisti che con grande amore, passione e competenza lavorano nelle carceri. Chi più di un detenuto può sentire profondamente quanto il teatro sia libertà, (Il teatro è libertà), un grande lavoro su se stessi.

Splendore e morte di Joaquin Murrieta atto 2

Per evitare code e assembramenti si invita il pubblico a presentarti presso il luogo di spettacolo con anticipo rispetto all’orario di inizio. Il personale all’ingresso è provvisto di appositi termoscanner per la misurazione della temperatura. Gli spettatori con temperatura uguale o superiore a 37,5° non potranno accedere al luogo di spettacolo. Sanificare le mani utilizzando gli appositi dispenser. Il pubblico è invitato a seguire le indicazioni del personale di sala e gli avvisi sonori e visivi presenti all’interno dei luoghi di rappresentazione.

Al tempo del Covid tutto è cambiato. Si, ti diranno che non è vero, che nulla è cambiato perché tutto è per il nostro bene, per tornare a vivere…

Sarà così? Vedremo…

Ogni peggiore tirannia si è raccontata allo stesso modo, in forme diverse naturalmente ma sempre con il medesimo intento di salvare una nazione, un popolo da un possibile nemico. Perchè sapete… c’è sempre un nemico da combattere.

Ora, leggete quello che un importante regista scrive su il suo profilo Facebook: un brindisi ai vaccini.

AI VACCINI

Dopo che l’84 per cento degli italiani si è vaccinato e continua a farlo per tutelare se stessi ed i propri parenti da quest’epidemia mortale credo che chi resta fuori la debba smettere di far danno, non so se sono pilotati o meno, ma va impedita qualsiasi manifestazione con autorevolezza, che si tratti di sit-in o cortei, che sia obbligo ai non vaccinati di restare isolati in casa, sia vietato di andare a lavorare per non contagiare gli altri e, possibilmente, siano mandati a fare in culo una volta per tutte. Il paese vuole vivere, non morire per la stupidità, la paura, l’ignoranza e la malafede di pochi. Prosit.

Si, temo che molto sia cambiato in questi tempi di Covid.

Salute… un brindisi alla vita.

Mi svegliano i lamenti e le urla che escono dalla buca nera e profonda. Non vedo nulla. “Maestro, sei pallido. Hai paura anche tu?” “Non è paura, è dolore. Vieni, scendiamo”.  Ora sento solo sospiri e il Maestro: “Qui sono quelli che non hanno conosciuto Dio e non lo vedranno mai […] Ecco venire verso noi ad accoglierci i quattro grandi poeti: Omero, Orazio, Ovidio, Lucano… io con loro! Entriamo in un castello dove sono tutti i sapienti, i poeti, gli eroi e le eroine, i re e le regine: gli spiriti grandi.

Poi, via da questa isola di pace, ancora dentro il buio.

Divina commedia, L’Inferno di Topolino

globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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