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La cialtroneria del Teatro Italiano

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La cialtroneria del Teatro Italiano sta diventando un’abitudine, grazie ai comportamenti di alcuni cialtroni. Questo è un post tratto da Facebook

Grandi e importanti produzioni trattano gli artisti in questo modo

Colleghi, vi prego di condividere e diffondere questa mail. Sono piuttosto incazzato e stufo

LA CIALTRONERIA DEL TEATRO ITALIANO: LA TURANDOT di Ricci/Forte

Andrea Bochicchio

Mi chiamo Andrea Bochicchio, ho 35 anni e faccio l’attore nonostante sempre di più si ripetano episodi che mi stanno facendo passare la voglia. Selezionato per la figura di mimo oggi sono stato contattato dalla produzione che mi propone quanto segue (copio/incollo la mail):

“Gentilissimo, è stato scelto per partecipare alla selezione dei 5 mimi per l’opera Turandot con la regia di Stefano Ricci e Gianni Forte. La selezione si terrà il giorno 7 giugno prossimo alle ore 13, a Macerata, in luogo da definire che le sarà comunicato in seguito. L’impegno di lavoro richiesto è per l’intero periodo di prove, che va dal 19 giugno al 20 luglio, per le quattro recite del 21 e 29 luglio, 4 e 13 agosto. Qualora non potesse dare totale disponibilità in queste date non potremo considerarla idoneo all’impiego. Il compenso lordo forfettario onnicomprensivo sarà di 400€ per recita, oltre IVA laddove dovuta”

Ricapitoliamo:

Viene richiesta la disponibilità per un MESE di prove, 4 repliche di cui l’ultima il 13 di Agosto, quindi comprensibilmente un periodo di lavoro di 45 giorni all’incirca, per un compenso lordo ONNICOMPRENSIVO di 400 euro a replica quindi un totale di 1600 euro lordi. Rispondo chiedendo se è prevista una foresteria, un rimborso per spese di vitto e alloggio e mi viene risposto che il compenso è onnicomprensivo, non è previsto nulla di tutto ciò.

A questa ulteriore mail, rispondo così:

“Vi hanno già mandato affanculo? Nel caso lo faccio io volentieri! Cordiali saluti”

Non domi, i selezionatori di Macerata Opera Festival rispondono così:

“Al di là della sua maleducazione ci sfugge il motivo della sua reazione. Cordialmente la ringraziamo e salutiamo.”

Dato che all’organizzazione sfugge il motivo allora ho risposto per spiegarmi (come se ce ne fosse bisogno):

“Ve lo spiego volentieri: vi sembra ragionevole una proposta lavorativa con un impegno che va dal 19 di giugno al 13 di agosto, senza nessun tipo di rimborso per le spese di viaggio, vitto e alloggio, pagata 1600 euro lorde? Considerando un netto di 1300 euro, stando larghi, per un periodo di lavoro di almeno 40 giorni (sicuramente di più…) si ha una forbice di circa 30 euro al giorno con cui coprire tutte le spese. E’ una proposta di lavoro plausibile?”

Mi rivolgo a tutti i colleghi che verranno selezionati per questo lavoro: RIFIUTATE!

Queste persone non danno dignità al nostro lavoro, queste persone vanno fermate e solo noi attori possiamo farlo, rifiutando di far parte di questo meccanismo malsano.

Questo non è più un lavoro.

E’ una guerra tra poveri… bhe e allora restiamo poveri ma con dignità.

Che vadano loro in scena, che ci mettano la faccia! Tutto questo è ridicolo e il solo modo di fermare questa dinamica è scendere dalla giostra e denunciare queste situazioni.

Boicottare e denunciare!

IL LAVORO VA PAGATO! Altrimenti chiamatelo stage, workshop, vogliono fare un’opera e a noi chiedono un’opera pia.

PS: Alla mia ultima mail di spiegazioni, non ho ricevuto nessuna risposta. Forse si sono resi conto…

Andrea Bochicchio

http://www.teatrodellarmadillo.it/TdA/

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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