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La folla

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La folla o le folle. Se le folle potessero riconoscere la causa delle loro sciagure uscirebbero dallo stato di schiavitù in cui vivono. Ma questo è impossibile. Soltanto l’individuo può avere accesso a questa consapevolezza. La massa non vuole né cerca la conoscenza di sé. Ha paura di tutto ciò che è nuovo e sconosciuto. La schiavitù si fonda sulla paura dell’ignoto che sconvolge e acceca. I leader politici di tutti i tempi hanno alimentato e rafforzato questa fobia per il nuovo. La folla non può sognare. Quando una civiltà non sa più ascoltare il Sogno che l’ha generata, la voce dei poeti si affievolisce. La loro assenza preannuncia la caduta di culture e civiltà; coincide con momenti di pazzia collettiva capace di distruggere tutto ciò che è stato creato nei secoli. La massa è un fantasma un meccanismo influenzato da tutto e ogni cosa. Non ha fede, non ha una volontà propria, non può creare può solo distruggere. Questo è il suo vero ruolo. Solo chi possiede una volontà può sognare e dare concretezza all’impossibile.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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