Confessioni di un Maestro di schiavi

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Schiavi. Schiavi. Schiavi.

Cos’è un ossimoro? Due termini contraddittori, che si riferiscono ad una medesima entità. L’effetto è quello di un paradosso. Per esempio “le convergenze parallele” fulcro intorno al quale ruotava la politica negli anni ’70; chi ha vissuto quel periodo si ricorderà benissimo. Viviamo nel tempo degli ossimori. Tutto ciò che è potente e grande, tutto ciò che ha forza, mezzi e modi, tutto ciò che ha convenienza e possibilità di fare qualcosa, spinto non dal giusto e dal lecito o semplicemente da buona educazione, ma da interessi e ideologie ci parla di crescita. Crescere è l’imperativo. Cos’è? Una fuga in avanti all’infinito di un mercato sempre più “grande”? Naturalmente non stiamo parlando di un uso più efficiente delle risorse, laddove con tale espressione si intende produrre maggior valore grazie a un minor impiego dei materiali e a una diversa modalità di consumo.

Stiamo parlando di crescita continua, di quella cosa che (ci dicono) non si può fermare! I matematici parlano di crescita in termini esponenziali con la seguente caratteristica: più è grande la quantità di cui si dispone, più essa si accresce. Se la quantità è piccola aumenta poco, se è media aumenta moderatamente, se è grande aumenta molto. Quando diciamo crescita è del nostro benessere che stiamo parlando? Tutto fa pensare che i signori onorevoli ed esperti più della nostra prosperità e agiatezza, è al loro margine di profitto che stanno pensando.

Che cosa dicono? Esempi, presi a caso:

“L’Italia è  impegnata in uno sforzo assolutamente indispensabile ed ineludibile di riordinamento, di risanamento della finanza pubblica e di contenimento del debito e della spesa pubblica corrente; ma questo non può far perdere di vista l’imperativo della crescita, che poi è un imperativo vitale per il nostro Mezzogiorno ed è l’imperativo cui siamo tutti tenuti, perché riguarda il futuro dei nostri giovani”.

“Le difficoltà del nostro sistema economico hanno radici profonde, dalle condizioni della finanza pubblica alle caratteristiche del sistema produttivo, all’azione pubblica. In presenza di vincoli stringenti di finanza pubblica, oggi la crescita e’, ancor di più, un imperativo non eludibile. Va perseguita agendo sui problemi strutturali, con un approccio ad ampio raggio, il più possibile integrato”

Il Maestro di schiavi, un uomo profondamente razionale che sente il bisogno di comprendere le dinamiche interne delle azioni umane

Ecco cosa dice:

Come illustri pasticceri siamo pronti a sfornare torte originali, appariscenti e sfarzose, ideali per ogni ricorrenza, dalle molteplici forme e colori  e soprattutto dal gusto indimenticabile. Come potete resistere? Tranquilli e fiduciosi perché ogni piccolo dettaglio è curato per raggiungere alti livelli di squisitezza e perfezione in modo tale che ogni palato sia conquistato anche il più fine e raffinato. Siate allegri, questi dessert regalano feste da rimanere a lungo impresse nella memoria. Cosa dovete fare? Semplice, consumare nient’altro!

Se è solo per questo, d’accordo, prendo volentieri una fetta di quella torta al cioccolato, grazie.

Un momento, giovane e aitante ragazzo, forse non mi sono spiegato bene. Quando ti chiediamo di “consumare” non ti stiamo dicendo di usare il gusto per distinguere il sapore di questa o quella cosa. Noi intendiamo mangiare, riempirsi, azzannare, addentare, mordere con forza, mettere in bocca senza nemmeno conoscere gli ingredienti di cui sono fatte.

Ma avete parlato di “gusto indimenticabile”?

Appunto! Che vorresti?

Sai, l’unica alternativa che possiamo offrirti noi la chiamiamo crisi o talvolta recessione. Rammenta che abbiamo la straordinaria abilità di creare mostri giganteschi nel tuo cuore e nella tua mente che nemmeno lontanamente immagini: insicurezza, smarrimento, ansia. Far nascere dal nulla profonde paure in merito alla perdita del lavoro, della proprietà, dei risparmi, dell’amore, del rispetto, della tranquillità, dell’autostima. In poche parole, costruire intorno a te una vita (una banca intorno a te c’è già) priva di significato e di terrore.

Ora ti dirò esattamente cosa vogliamo e subito dopo spiegherò il perché.

I tuoi giudizi vogliamo, non possiamo farne a meno. Vogliamo che tu sputi fuori il fastidio e l’insofferenza. Rifletti, non ho detto rabbia, perché quella è per noi come manna dal cielo, benedizione, nutrimento per i figli, principio indispensabile alla nostra vita. Siamo felici perché l’ira e il rancore vi rendono vittime. Nel fastidio, invece, come il verme nel ventre del leone, si annida qualcosa di molto sgradevole; ovvero la possibilità di scegliere fra più soluzioni serie e di buon senso. Una opzione in più dunque, del resto il grigio ha mille sfumature (ho detto mille non cinquanta). Sentiti pure, se vuoi, dalla parte del giusto e del vero, per noi è indifferente; troverai, tra i tuoi stessi amici, sempre qualcuno pronto a confutare le tue tesi. Qual è il problema?

Al contrario, non l’uomo senza certezze, moderatamente scettico ci preoccupa, che non ha alcun interesse se non le cose che derivano dalle abitudini, che non pretende ne cerca altro; verità certe e indubitabili. Costui tende a ripetere gli stessi atti, a rinnovare identiche esperienze, votato più al sospetto e alla diffidenza che alla conoscenza. Non questa gente ci impensierisce, ma la persona paziente, premurosa, attenta che voglia essere di esempio per altri, questo si. Il sistema è complesso? Certo, è un intreccio di relazioni dove le cose comunicano fra loro e con l’ambiente. Adesso fai attenzione perché sto per regalarti una raffinatezza, questa si da gustare con particolare piacere. Ed è questa: l’osservatore stesso è integrato nel sistema che osserva. Cause minime possono produrre effetti catastrofici (il famoso effetto farfalla). Se solo sapessero che l’osservatore è esso stesso un soggetto creativo, ovvero creatore di realtà e di vita, per noi sarebbe la fine in un solo batter di ciglia.

Avete dimenticato i benefici del fuoco, che il Titano Prometeo ha donato all’umanità. Conosci il mito, non è vero? Naturalmente si. Strumento fondamentale per il progresso della civiltà, fino ad allora detenuto dal grande Zeus. E come Zeus siamo gelosi e restii a mettere in comune una simile preziosa risorsa. Voi non vi informate, siete sordi e ciechi. Tutto è stato detto con chiarezza, ma voi dimenticate facilmente. Sai  come descrive la scena il poeta greco Esiodo?

“Legò Prometeo dai vari pensieri con inestricabili lacci, / con legami dolorosi, che a mezzo di una colonna poi avvolse, / e sopra gli avventò un’aquila, ampia d’ali che il fegato / gli mangiasse immortale, che ricresceva altrettanto / la notte quanto nel giorno gli aveva mangiato l’uccello dalle grandi ali”

Non ti dice nulla, la frase “vari pensieri con inestricabili lacci”?

Maestri siamo diventati. Possiamo disporre della tua persona, della tua industria, del tuo lavoro e della tua famiglia. Voi non potete nulla, siete in possesso di nulla, né acquisire qualsiasi cosa, ma solo quello che deve appartenere al padrone. Potrei anche stimolare la tua ambizione o eccitare la tua vergogna e non cambierebbe niente, sarebbe solo un divertimento, meglio di un videogioco. Un’ultima cosa. Il Maestro di schiavi non adotta più il coltello da caccia. Nonostante ciò abbiamo ancora piantagioni da coltivare con grande cura.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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