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Matera 2019 capitale della cultura

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Eppure la cultura sta chiudendo

Matera 2019, capitale europea della cultura. Che sta succedendo? Qualcuno ha avuto notizie di recente? “Eppur si muove” qualcosa o no? Il conto alla rovescia ha avuto inizio. Non manca molto solo due anni all’appuntamento, ma lo scatto del podista, quella straordinaria esplosioni di energia che infiamma lo spettatore a pochi kilometri dal traguardo non si è ancora vista. Del resto, è noto, per eccellere davvero negli scatti non basta muovere velocemente le gambe, serve disciplina e un programma di allenamento rigoroso. A che punto è, fra chi organizza, chi corre, chi allena? Matera 2019 capitale della cultura europea è una straordinaria suggestione, ma rischia di diventare purtroppo un’occasione perduta. Provate ad andare sul sito della Fondazione Sassi alla pagina delle news. Nell’ultima del 15 gennaio 2017 si legge:

“Superare le parzialità, aprire un campo aperto a raccogliere energie positive, imboccare una strada in cui possano confluire cammini diversi, puntare alla meta liberi dagli ingombri di rivalità e divisioni. Non è un ingenuo proposito di inizio anno. E’ la convinta consapevolezza della necessità di un’operazione urgente, che è prima di tutto culturale e comunitaria. Matera 2019 da ambita e raggiunta “benedizione” corre il rischio di divenire una sorta di “maledizione”, un banco su cui si accumulano non successi e progressi, ma sconfitte e arretramenti. Che si trattasse di una sfida inedita ed eccezionale, anche per il carico di aspettative su essa riposto, era chiaro e prevedibile. Ma proprio per tale carattere, essa avrebbe consigliato che si conservasse e arricchisse quella tensione unitaria e corale, che pian piano era cresciuta negli ultimi due anni anteriori al fatidico 17 ottobre 2014. Già nell’estate di quell’anno, prima della presentazione dell’ultima versione del dossier di candidatura, quello spirito unitario si incrinò, per poi smarrirsi nell’autunno successivo, fra letture semplicistiche, impulsi autoreferenziali, propositi di supremazia”.

Capito? “Liberi dagli ingombri di rivalità e divisioni”. Matera 2019 rischia di diventare una sorta di “maledizione”, e non è cosa di oggi, ma già dall’estate 2014 “lo spirito unitario si incrinò”. Di cosa vogliamo parlare? Della solita gestione all’italiana, incapaci di gestire le nostre riconosciute meraviglie? Discorsi, ormai che danno la nausea. D’accordo, a Matera è tutto un fiorire di vinerie, focaccerie, bed & breakfast, i turisti arrivano affascinati dalla mirabile bellezza dei Sassi, ma il salto in avanti, doveroso per una città come Matera, non si è ancora visto. E il tempo a disposizione si restringe. Mancano, tanto per cominciare, le grandi infrastrutture, la ferrovia per esempio, che non è mai stata completata e non lo sarà nemmeno in questa tornata. Di grandi progetti, quelli che segnano la vocazione di un centro urbano, se ne vedono pochi.

La biblioteca, l’unica che c’è, sembra che funzioni a singhiozzo e potrebbe pure chiudere di qui al fatidico 2019. Il teatro? Il glorioso Duni, mille posti, è abbandonato. Che vogliamo fare? Nell’indecisione, tutto viene rinviato. E i problemi si accatastano gli uni sugli altri.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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