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Sabotaggio

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di Maria Teresa Falbo

A leggerlo, sabotaggio è un termine che richiama alla memoria la storia, le guerre e le guerriglie, la sovversione e l’intralcio all’ordine.

Un termine che, oggi, sembra quasi anacronistico, forse anche demodé. Il suo uso, invece, ha continuato la sua inesorabile marcia, intaccando aspetti apparentemente meno corruttibili della vita: cultura, identità, valori e ideali. In una realtà diventata un circo equestre, difficile accorgersene. L’opera demolitoria del sistema, ha rosicchiato l’anima e la consapevolezza degli uomini, attraverso un’azione di sabotaggio costante, con una propaganda mistificatoria che ha reinventato e inventa cultura e modi di vivere, di pensare e di essere, pianificati e livellati a suo uso e consumo.

La cultura è tale solo perché è così definita dell’élite che detiene il privilegio della definizione, per essa e per ogni altro aspetto della realtà, che sembra procedere con applicazioni da Grande Fratello orwelliano. Perfino le parole non rispecchiano più la società, perché è cambiata anch’essa, sotto i riflettori del messaggio mediatico, della cospirazione ideologica ai danni delle popolazioni, con una capillare propaganda. Propaganda sempre esistita, figlia dell’indiscusso patrimonio delle strategie del potere, merce rara nelle mani di pochi, che promuove culture egemoniche e culture subalterne spingendo ai margini della storia chi non è imposto nella monolitica cultura italiana, perché non funzionale alla sua sopravvivenza.

E per mezzo di una strisciante e subdola opera di plagio e ammaestramento delle masse, che si disinnesca la miccia della creatività, dell’identità, della cultura. Eredità scomode, nell’ingranaggio sterile del sistema che fagocita l’essere e le esistenze quando, ciò che accade intorno noi, è l’espressione di una verità creata ad arte; verità da palinsesto, intercambiabili e funzionali, finalizzate ad influenzare opinioni e comportamenti. Se la sfida attuale consiste nel sapersi aprire al confronto con le altre culture, dando vita a realtà sociali più ricche e in grado di trasmettere valori e abilità anche alle nuove generazioni,  ci sorge il dubbio di una paradossale baraonda, di una colossale e tragica confusione dove, ormai svuotati del nostro, ogni altro ci sembrerà una salvezza, pronti a farci reinventare come merce di scambio, ostaggi di un nemico che non conosciamo, finché non impareremo a pensare con la nostra testa.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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