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Social network: l’orrore va in mostra

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ma non gli si dà più senso

Immagini oscene. Caricate da media e cittadini. «Un delirio di presenzialismo, dove nessuno spiega». Fabbri a L43: «I giornali stanno abdicando al loro ruolo».

Alcune interessanti considerazioni del semiologo Paolo Fabbri sui recenti tragici fatti di Nizza.

Sui corpi massacrati stesi sull'asfalto della Promenade des Anglais di Nizza si accaniscono media e social network. Bisogna guardare l'orrore nella sua materialità, sembra rivendicare Wikileaks pubblicando sul suo account un video, rilanciato migliaia e migliaia di volte, in cui si vedono i morti maciullati e sanguinanti sulla strada ripresi da pochi metri di distanza. La polizia francese, già nelle prime ore dopo la strage, aveva chiesto di non condividere le immagini e i video scioccanti.
Una precisa funzione del linguaggio. Non quella referenziale, che è quella che dà le informazioni, non quella emotiva che trasmette un'emozione, ma quella fàtica e cioè la mera funzione di mantenere un contatto. E noi viviamo nell'era della funzione fàtica, dei social network, del contatto e del contagio del contatto. Che non veicola né informazione né emozione, ma è solo un essere in presenza di altri.

L’intervista a questo link:
http://www.lettera43.it/cronaca/fabbri-l-orrore-va-in-mostra-ma-non-gli-si-da-piu-senso_43675253645.htm

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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