I sogni non muoiono all’alba

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di Maria Teresa Falbo

I sogni sono immagini e pensieri, suoni, voci e sensazioni soggettive vissute quando dormiamo. Possono includere persone che conosciamo e perfetti sconosciuti, luoghi noti e posti mai visti prima.

Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni (Shakespeare)

Benché molti di noi siano ormai al corrente di quanta superficialità e pragmatismo si possano riscontrare nei servizi di informazione, per così dire, e senza addentrarci sulle architetture dei contenuti, sono certa che l’affermazione di una giornalista televisiva avrebbe irritato anche voi.

Forse, dire irritare è un eufemismo per chi comprende e conosce la differenza tra una sciocchezza detta da sciocchi e quelle volutamente superficiali, che contengono messaggini subliminali, soporiferi, mellifluamente invadenti , il cui scopo è indirizzarti verso il nulla, la rinuncia, la rassegnazione.

Si trattava di un servizio su una mostra di gioielli tanto preziosi quanto di splendido design, alla quale, ovvio, partecipava un vasto parterre di danarosi personaggi. Ora, per quanto la cosa in sé non abbia alcunché di scandaloso, poiché sappiamo che la crisi economica riguarda solo la gente comune, con tutte le categorie che rendono tali, quell’ordinary people che è funzionale al sistema ma non ad esso e per esso sostanziale, checché se ne dica e se ne scriva, il fatto sconcertante è che lo si annunci con commenti degni della più pallida ignoranza, della superficialità più spregevole che mi irrita, mi indigna e mi indispone.

Eh si, ho lanciato un bel Vaffa, confezionato con tanto di vistoso “fiocchetto”, un cadeaux all’indirizzo dell’annuncio: “…nonostante la crisi, c’è chi può comprare costosissimi gioielli: guardiamo il servizio perché tanto i sogni non costano nulla…”. Ho sentito bene? I sogni non costano nulla? Si, purtroppo ho buoni orecchi ed anche occhi, per guardare la patetica figurina a mezzo busto che apre bocca senza sapere ciò che dice. I Sogni Non Costano Nulla.

Perdinci!

Cominciano a ronzarmi in testa un’infinità di citazioni, di riferimenti, di film, di romanzi… la letteratura sui Sogni è antica e infinita come chi li fa, cioè tutti. I sogni nascono con noi, dolci culle di speranza, spinte essenziali del coraggio, dello spirito di ricerca, mazzafionda che ci catapulta nell’ordinario quotidiano per vivere l’avventura della vita.

Per restituirci gioia, condivisione e solidale partecipazione all’esistenza con i nostri simili; materia fatta di tutto e di nulla che domina le emozioni e instilla fiducia, che lastrica di azioni e iniziative il nostro percorso, alla ricerca di noi stessi e scoprire cosa ci stiamo a fare, su questa terra.

I sogni costano caro, sono gioielli la cui forma supera ogni design e la sostanza supera la fragranza dell’oro. Diventano altari cui fare offerte di sacrifici, dolore, fatica.

I sogni sono navi che solcano mondi irraggiungibili per approdare ai lembi sconosciuti di noi stessi, ancore di speranza fatte anche di sole parole, fragili e forti come le ali di un uccello, che svelano la vita e i suoi misteri, incrociando destini e incontri mai dettati dal caso.

Nell’arabesco dell’esistenza, ciascuno ricama come può e come vuole i suoi sogni, in punta d’ago. E pungolano come questo, esasperano come il tempo che, trascorrendo, te lo può portare via, annientare, sconfiggendoci. I sogni costano intere vite e si infrangono contro il muro dell’indifferenza; li si ruba, offrendo modelli di sogni di altri, proposti e spacciati per “veri” nei palinsesti TV poco dignitosi, velati di un cinismo che svela una superficialità contro la quale nessun sogno di gente comune sembra essere all’altezza di misurarsi.

Di sogni si muore, per i sogni ci si ammala, per i sogni si è disposti a compromessi non sempre onesti. In questa fiera delle vanità, offerta ogni giorno, dove l’apparire non contempla l’essere, i sogni sono il bottino dei briganti che con la disperazione inventano programmi per rimodellare, plagiare la vita di ciascuno. Bisogna stare allerta.

E comprendere che nessuno né qualche sciocco, da un tubo catodico, può dettare regole per lo Spirito.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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