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Syd Barrett

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Syd Barrett. E’ morto agli inizi del 2010. Viveva da solo in un sobborgo di Cambridge. Sempre con gli occhi fissi a terra come di chi cammina sul ciglio di un abisso. Passò 40 anni ad annullarsi. Non aveva nessun ricordo dei Pink Floyd, che pure aveva creato lui, nessuna consapevolezza di una genialità che migliaia di musicisti inseguono per decenni senza mai arrivarci. La schizofrenia si era impadronita della sua mente imprigionandolo in una solitudine senza fine. Syd Barret passò da una musica devastante al silenzio, bruciando in pochi anni un talento miracoloso. Avrebbe potuto fare molto di più e dare un senso diverso alla musica del XX secolo se la follia creatrice non si fosse tramutata nel buio della follia distruttrice. John Keats, Rimbaud, Schumann, Donizetti, il genio esplode, arde e si scioglie nella sua stessa fiamma. Ogni mattina quest’uomo calvo arrivava col suo passo senile, al chiosco di giornali sotto casa. L’edicolante gli porgeva una mazzetta di giornali già pronta salutandolo con un “bye mister Roger”. Lo guardava poi ripartire lentamente verso casa. Si racconta che passasse le giornate steso sul letto a guardare la televisione, a fumare e ad ascoltare musica classica. Ma dei Pink Floyd non ricordava più niente.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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