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gli amanti non possono vedere

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Storie di vita vissuta, ovvero il grande palcoscenico del mondo

“Ma l’amore è cieco e gli amanti non possono vedere le piacevoli follie che essi commettono”
William Shakespeare

Ho 68 anni, sono vedova e ho una figlia di 33 anni che è felicemente sposata che abita nel mio stesso palazzo perché, avendo una bambina, posso badarci io. La bambina non somiglia affatto a suo padre, mi ricordava sempre un ex fidanzato di mia figlia, una storia durata 10 anni e finita dopo che lui si era innamorato di un’altra. Non ho mai detto nulla a mia figlia di questa somiglianza che vedevo, avevo anche dei dubbi perché non me lo ricordavo molto bene dato che erano passati ormai 6 anni.

Ma lo scorso mese ho dovuto chiarirmi proprio le idee, perché l’ho visto entrare nel portone. Era mattina e me lo sono ritrovato davanti. Lui non mi ha riconosciuta, perché non tingo più i capelli, ora li ho bianchi, sono molto dimagrita per risolvere un problema alla colonna vertebrale e porto gli occhiali ormai abitualmente. Ha preso l’ascensore. Ho aspettato per vedere a che piano si fermava, perché non ci volevo credere che era proprio lui.

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Ma si è fermato all’ultimo piano e lì c’è solo la porta di mia figlia. Dopo qualche minuto le ho citofonato con la scusa che non trovavo più l’altro paio di occhiali e se per caso li avevo lasciati da lei. Lei ha risposto di no e che era sotto la doccia. Me ne sono stata zitta, pensavo che prima o poi me l’avrebbe detto. Invece la settimana successiva lo rivedo di nuovo, mentre uscivo per comprare. Ho citofonato ma nessuno mi ha risposto.

Ho avuto paura che potesse averle fatto del male e dato che ho le chiavi sono salita e ho aperto la porta. Stavo per chiamarla quando ho sentito strani rumori provenire da qualche stanza. Mi sono spinta più avanti per fermarmi appena dietro la porta della camera da letto, così ho potuto “capire” che stavano facendo l’amore.
Sono uscita in silenzio.

La cosa va avanti, forse è cominciata da più tempo credo, e ogni giovedì mattina lui arriva puntuale. Mi basta affacciarmi per le scale e sentire l’ascensore fermarsi di sopra. Andato via lui, sono salita e ho chiesto spiegazioni a mia figlia. Lei mi ha detto la verità. La sua bambina è figlia del suo ex, l’unico al quale poteva rivolgersi per avere il figlio che suo marito non può darle perché sterile. Si è trattato di un gesto d’amore confessato al marito e ha deciso di rivederlo perché vorrebbe avere un secondo figlio.

Mi sono molto dispiaciuta perché mi sono sentita esclusa dalla sua vita, dopo tutto quello che ho fatto. Poi, un giorno ho deciso di mettere da parte il risentimento, anche perché quasi non ci salutavamo. Insomma ho temuto che potesse innamorarsi di nuovo di questo suo ex che l’ha fatta soffrire infinitamente. Dovevo dissuaderla dal fare ciò che faceva e ho cominciato a parlarle di adozioni. L’ho convinta, e ha cominciato a preparare i documenti necessari. (Una mamma di Genova)

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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