Inps, penna e calamaio

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Parliamo di INPS. Nulla a che fare con lo spettacolo in senso stretto, eppure è l’evidente segno di uno stato di grande infelicità, di un paese afflitto da sciagure spirituali e materiali tali da muovere noi persone semplici a pietà. Con commossa solidarietà e intensa partecipazione verso noi stessi. Acqua fresca portatrice di vita, quando incontriamo il deserto della burocrazia e dopo aver attraversato molti ostacoli crediamo di poter scorrere bene lo stesso, ma ci accorgiamo che entrando nella sabbia burocratica le nostre fresche acque corrono il rischio di scomparire. Ma che farci, così va il mondo.

Qual è la notizia? Niente di straordinario, una sciocchezza in confronto a questioni ben più importanti.

L’ INPS, che è poi il nostro istituto previdenziale dopo aver smantellato l’ENPALS cerca un nuovo capo ufficio stampa. Così il 2 dicembre scorso la direzione generale dell’ente pubblica un messaggio (il n. 7263) con cui indice una procedura selettiva per individuare la figura che andrà a ricoprire il ruolo di capo ufficio stampa. L’esame consiste in una prova scritta dalla quale si potrà accertare (così è scritto nel messaggio) “la conoscenza del ruolo storicamente svolto dall’ Inps, nonché la capacità di redazione di comunicati e di coordinamento e gestione dei flussi delle informazioni riferite all’Istituto da e verso l’esterno”. Per i candidati sembrerebbe una prova piuttosto impegnativa, anche se non si capisce bene come si possa in uno scritto dar prova “di capacità di coordinamento e gestione di flussi di informazioni”.

In ogni caso si fissa la data della prova scritta al 18 dicembre. Sono in molti a candidarsi, inviando all’indirizzo PEC dell’Inps il proprio curriculum con carta d’identità e numero di telefono. Ma i giorni passano e nessuna mail di risposta arriva ai concorrenti. A quel punto, tutti giustamente cominciano a chiedere lumi, forse c’è qualcosa che non va. E infatti l’ Inps è costretto a pubblicare un altro messaggio (il n. 7410), datato 14 dicembre, la cui sostanza è però simile a quella del primo. Si dice che la prova scritta, oltre alla capacità di redazione dei comunicati, consisterà nella verifica della capacità “di redazione di rassegne stampa”. Bene, non si fa più riferimento al profilo storico dell’Inps, meglio. Però, anche questa volta, si fa un po’ fatica a capire in che modo si riesce a verificare, con una prova scritta, la capacità di “redigere” una rassegna stampa? Il termine “redigere”, tra l’altro, non sembra appropriato ad una rassegna stampa. Insomma, per farla breve, il 16 dicembre i candidati ammessi allo scritto ricevono un SMS di convocazione (ma non si poteva rispondere loro tramite email? No, troppo facile). Viene poi pubblicato sul sito internet dell’Inps un terzo messaggio (il n. 7460), con la lista dei 200 ammessi allo scritto. Come sia stata fatta la scrematura, eliminando gli altri non è dato modo di capire, verosimilmente sulla base del curriculum inviato in precedenza. Ma la notizia bomba (si fa per dire) è che la prova scritta verrà effettuata con carta e penna (il calamaio non serve). Dalle cronache si legge che l’ INPS si è così giustificata: “Visto l’alto numero dei partecipanti non ci è stata data la possibilità di attrezzare le postazioni con un PC”.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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