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Modernità degli Dei

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Gli Olimpi, i grandi Dei dell’antica Grecia, nel lungo viaggio del mondo dalla mitologia, nel tempo sono arrivati fino a noi.

di Maria Teresa Falbo

Stufi, probabilmente, di interrogarci se Dio ha creato il mondo, che tanto non si viene a capo di nulla se non si è nello stato di grazia della fede, appare sempre più verosimile invece che il mondo ha creato Dio ed oggi, più che mai necessitando di buoni Santi in paradiso, ha scoperto che sono più comodi gli Dei in terra. Così, nel ripasso quotidiano delle liturgie politiche, abbiamo appreso che suppliche e preghiere si possono inviare direttamente alle segreterie dei partiti o a qualsiasi personaggio unto di quest’arte tra le arti, che ha la prerogativa di fare miracoli, di trasformare la menzogna in verità e viceversa, come a Cana l’acqua col vino, andando dunque a nozze ogni qualvolta lo si voglia.

La moltiplicazione dei pani e dei pesci è così diventata una prodigiosa opera di magia la cui formula è gelosamente conservata negli entourages di Palazzo. Azioni costituite di silenzi e occhiate fugaci, intese complici e mafiose, riempiono il carniere già ben fornito dei moderni Dei, accomunati non già sotto una croce ma da una croce, quella solitamente apposta sulla scheda elettorale.

Sotto i simboli studiati con cura, i demiurghi dispensatori della nuova bellezza del mondo, costituita da privilegi elargiti a loro stessi dal consenso dei nuovi schiavi, si ritrovano intenti a cesellare prigioni, forgiandoci nel pensiero unico, indicandoci la via del giusto e del buono, sovvertendo le regole per cui la natura ci vuole liberi e capaci di autodeterminarci.

In questo nuovo sistema solare, dove gli Dei moderni scelgono le loro stelle per formare il coro degli Osanna, non sembra più esserci posto per l’immaginazione, la giustizia ed il bene comune. Contro la forza ordinatrice, imitatrice, plasmatrice, che trasforma e forma ma non crea, non c’è altra via che la consapevolezza. O la ribellione.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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