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Un teatro di stelle

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Il teatro a Roma, come sarà? La volta stabile sostenente l’oceano di fango e miseria si è illuminata di stelle.

Grande entusiasmo per l’elezione della nuova “sindaca” di Roma, un momento di straordinaria eccitazione, una festa di popolo. Qualcosa sta per accadere… forse. Un sentimento intenso di gioia e ammirazione si muove veloce fin dentro le stanze del potere capitolino dove inquietudine e timore regnano sovrani. Chi è costei, cosa farà?

A proposito, ci sono molti dubbi sul femminile di svariati nomi di professioni, alcuni non vanno coniugati al femminile, o almeno non è cosi necessario. Non esiste una ingegnera, una medica o soldata. In quelli che indicano importanti ruoli istituzionali si può lasciare tranquillamente invariata la forma maschile. Un ruolo, in fondo, è l’assegnamento fatto da un gruppo di persone di una funzione a un individuo, il quale a sua volta l’assumerà occupando una data posizione. Non mi pare sessismo, questo, nonostante il penoso appello arrivato in fretta dalla commissione Pari opportunità dell’Associazione stampa romana che suona più o meno cosi: “Per la corretta e paritaria rappresentazione della donna attraverso i mezzi di comunicazione invitiamo le colleghe e i colleghi ad adottare un linguaggio non sessista, a partire dal declinare al femminile la sindaca Virginia Raggi. Sarebbe questo il segnale di un riconoscimento della differenza come ricchezza e pluralismo culturale”.

Che dire? Il dibattito è aperto, e ognuno si regoli come crede.

In ogni caso, sindaco o sindaca, la capitale l’ha incoronata nuova inquilina del Campidoglio, prima donna in quel ruolo. Ammirazione alle stelle, è il caso di dire. Le aspettative sono altissime, a buon ragione viste le precedenti amministrazioni. Dovrà fare i conti con una città complicatissima. Riuscirà? I problemi da affrontare sono giganteschi, ma l’augurio è che possa farcela. Il teatro, e la cultura in senso lato è uno di quei drammi con intreccio assai confuso da risolvere in fretta. Non è in cima alla lista delle priorità, non credo almeno, ci sono questioni veramente urgenti da affrontare. Del resto, una città con un debito che si aggira intorno ai 13 miliardi e con 200 milioni di interessi da pagare ogni anno è una baracca traballante non una città moderna, ed è un mistero come possa stare ancora in piedi.

Ci vorrebbe un mastino dalla faccia feroce e dalla “capa” grande come una mongolfiera pronto ad azzannare e non la faccina candida e carina di una giovane donna. La brava e bella “sindaca”, sarà così tenace? Speriamo. Un piantarello va bene all’inizio, ma poi è il caso di tirar fuori la scimitarra e colpire senza pietà.

Vedremo.

Per quanto riguarda il teatro, che è poi quello che ci interessa, cominciano a fioccare consigli non direttamente a lei che poco sa di teatro ma al suo assessore alla cultura evidentemente. Sono esperti ed appassionati, e fanno quello che il loro “status” impone che facciano. Con sollecitudine e attenzione stilano un bel documento o lettera con su scritto ciò che dovrebbe essere fatto. Un azione fatta in modo obbligato, quasi fosse l’unica maniera per relazionarsi. Dare consigli a iosa, non è forse un discreto modo di sentirsi importanti, di vedersi riconosciuto un valore? Solitamente ci restano male se li ignori, si sentono inutili se non ti fai aiutare. Paradossalmente, tutti i consigli cosi dati fanno sentire chi legge un incapace. “Giustissimo, come ho fatto a non pensarci” è la prima cosa che ti viene in mente. Non sono vere e proprie proposte, più che altro suggerimenti, indicazioni da accogliere rispetto al modo in cui agire per cambiare il mondo che ci circonda, perché l’idea è quella che si debba cambiare tutto quello che sta attorno a noi per cambiare vita.

Uno di questi ha come titolo, “Lavoro sul pubblico”. Ed è molto interessante, una saggia avvertenza da prendere senz’altro in considerazione. E’ una buona idea “sburocratizzare tutte quelle inutili procedure per promuovere il proprio lavoro”. E “dell’accesso facilitato allo spettacolo dal vivo?”. Non è cosi difficile, e mi pare inutile scomodare un sindaco quando a ben altro a cui pensare. Basta un buon progetto e con qualche ideuzza appena decente si può far pagare un solo euro (1 euro) a giovani e anziani senza che il bilancio della struttura teatrale ne risenta. Ma la cosa più significativa rimane quella di “creare una coscienza critica”, dare al pubblico, cioè, “strumenti per poter scegliere e apprezzare”.

L’educazione è sempre stata un argomento notevole che vale la pena approfondire. Ne riparleremo.

Alla data del 24 dicembre 2016 c’è un interessante (si fa per dire) aggiornamento per ciò che riguarda la cultura di questa città. 

“Roma Capitale, in occasione di questa bellissima festa, invita tutti coloro che siano appassionati di musica, canto e teatro, a voler condividere il proprio talento ed esibirsi negli spazi appositamente allestiti sul Lungotevere, nel tratto compreso tra ponte Garibaldi e Castel Sant’Angelo.

Le proposte di intervento (con l’indicazione dei recapiti) vanno inviate via email entro le 12.00 del 28 Dicembre 2017 all’indirizzo [email protected] allegando una breve presentazione, la descrizione della performance proposta e la sua durata.

Si specifica che, durante le esibizioni, non potranno essere veicolati messaggi pubblicitari o politici, né potranno essere svolte attività di commercializzazione di prodotti di consumo. La partecipazione è a titolo gratuito, ogni onere della performance sarà a carico del partecipante, durante le performance non sarà possibile raccogliere offerte. Sulla base delle proposte ricevute e degli spazi disponibili, l’amministrazione si riserverà di accogliere le richieste nei limiti di compatibilità tecnico-organizzativi.”

Un bando pubblico. Incommentabile per quanto stupido e offensivo per ogni artista professionista che si rispetti.

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globetheatre

Interessato al mondo della comunicazione e formazione in generale, (e in particolare al più importante mezzo di comunicazione di massa, come quello televisivo) nelle sue mille sfaccettature, in considerazione dell’importanza crescente che i processi di comunicazione acquisiscono nell'ambito della società moderna determinando così profondi cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle relazioni sociali. Sono altresì interessato al processo di formazione dell'arte in una società tecnologicamente avanzata come la nostra, in cui la realtà virtuale è sempre più pressante e invadente. L’attività si sviluppa attraverso un’associazione che opera in continuità con la propria vocazione no profit e che incarna la vocazione alla partecipazione e alla ricerca presupposti irrinunciabili ai fini di una coerente ed efficace azione progettuale e una società dedicata alle componenti progettuali e gestionali dell’azione in campo culturale, e che consente una risposta più efficace e pertinente alla crescente domanda di un approccio imprenditoriale e di una visione aziendale nella gestione dei mercati culturali.

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